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La memoria e l'uso della memoria appartengono a tutti,
in quanto esseri umani. Poter "guardare" il passato. Entrare nelle antiche osterie
del centro, riposare sotto un pergolo mentre il sole dell'estate disegna
una trina con le ombre della vite, bere un bicchiere di vino che l'oste
dell'Aquila Nera ha riempito con gesti sicuri, aggirarsi tra i banchi
di stoffe del mercato di piazza Cavour, ritrovare insegne scomparse,
motti contrari o inneggianti il duce. Ammirare uno scorcio di orizzonte
non più leggibile, salire su un carro trainato da un cavallo
lento e pacioso, seguire due passanti intabarrati che calpestano, lenti,
l'acciottolato. |
Il suo obiettivo fotografico, curioso, a volte impertinente, sempre
acuto, riesce a fissare dettagli, quadri di vita quotidiana che, da
soli, costituiscono un libro di storia. La fotografia supera e annulla le distanze spazio-temporali. Con immediatezza
ci porta "dentro" ai fatti. E non è mai impersonale.
Nella scelta dei piani, nelle inquadrature, nei tagli degli scatti di
Neri si coglie l'intenzionalità della documentazione, l'occhio
del reporter che pensa al futuro: "Questo potrebbe scomparire".
E quante intuizioni! L'Assessore alla Cultura
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