Le sale dei Cantieri Cantelli, flessibili poliedriche trasformiste,
accolgono un nuovo artista, una nuova proposta culturale. Figure plastiche,
a tutto tondo occupano lo spazio. È possibile guardarle da ogni
direzione, è possibile
osservare il modellato da più angolature: è di scena la
scultura.
La tridimensionalità della scultura consente di scegliere la
prospettiva di lettura, di cogliere pieni vuoti luci ombre, di
trovare il proprio punto di osservazione con l’impulso, a volte,
di sfiorare le forme per coglierne la solidità e
verificarne la matericità.
Antonio Sgroi ha scelto una delle espressioni artistiche più
complesse, dove il rapporto tra l’autore e l’opera è
fatto anche di energia per aggredire una materia solida, quasi ostinatamente
restia a farsi modellare. In più, ha scelto, accanto alla creta,
il marmo, materiale canonico dei grandi scultori della storia dell’arte,
ma materiale ostinato, che non consente continui aggiustamenti e correzioni,
e insieme fragile, pronto a frantumarsi ad un colpo sgradito.
Sgroi piega la materia al disegno ideale di forme armoniche, in equilibrio
nei gesti e nelle posture. Per consegnare un messaggio di evocazioni
valoriali e significanti.
Le immagini dello scultore alle prese col blocco informe che a volte
lo sovrasta ci restituiscono il connubio tra l’uomo e la materia,
la sfida, l’impegno totale di mente e corpo.
Con le figure di Sgroi, prosegue il disegno dell’Amministrazione
Comunale di valorizzare e promuovere le valenze degli artisti locali,
le risorse del territorio, l’esprit de lieu.
Se l’arte è comunicazione, le mostre sono il veicolo che
ne consente la trasmissione.
L’Assessore alla Cultura
Giovanna Sirotti
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Sensibilità plastica complessa per il mondo delle persone e
delle cose e raffinata padronanza tecnica dei materiali della scultura:
la terra, la pietra, il marmo e il bronzo.
Tra consapevolezza classica delle forme e senso moderno del segno scultoreo
Antonio Sgroi dona alla sua giovinezza artistica una rilevanza figurativa
di grande maestria.
Compone volumi in un percorso artistico che si manifesta in tre tempi
del modellare, intrecciati tra di loro: il tempo
del mito, il tempo del sacro, il tempo del mondo.
Ne risultano progetti della scultura strutturati razionalmente che,
attraverso la solidità terrena della tradizione emiliana, sono
proiettati simbolicamente in un tempo eterno fuori del tempo.
Vladimiro Zocca
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